Fortnite da dipendenza?

L'OMS dice sì, il videogioco dedicato alla sopravvivenza da una forma di dipendenza, ma altri non sono d'accordo

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Nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dato l’allarme, i ricercatori dicono che solo l’1% dei soggetti soddisfa i criteri per una diagnosi di dipendenza clinica. Ma andiamo con ordine.

L’OMS ha da poco riconosciuto la “dipendenza da videogioco”, identificandola con la riproduzione compulsiva e ossessiva di videogiochi. Per questo, sarà inclusa nella 11esima edizione della classificazione mondiale delle malattie dell’OMS che sarà resa nota a breve.

La “dipendenza da videogioco” è la compromissione del controllo sui giochi (video), l’attribuzione di una priorità o precedenza ai giochi rispetto alle altre attività e il desiderio di procedere, nonostante l’insorgenza di problemi o criticità legati al videogioco. Per una diagnosi positiva, tutto questo dovrebbe durare almeno 12 mesi.

Ma perché si fa il nome di “Fornite”? Questo gioco è l’ultimo must-play online e ci giocano contemporaneamente fino a 2 milioni di bambini distribuiti in tutto il mondo. Questo, ovviamente, ha destato la preoccupazione dei genitori. Tuttavia l’American Psychiatric Association ha affermato che c’è una mancanza di prove a supporto dell’idea che la dipendenza da videogioco sia un disturbo mentale identificabile chiaramente: i sintomi non sono chiari e sono necessarie ulteriori ricerche.

The Society for Media Psychology and Technology, una divisione dell’ American Psychological Association, vede nella decisione dell’OMS il frutto del panico più che della scienza. I ragazzi vedono nella tecnologia un modo per soddisfare i bisogni sociali, dal momento che si incontrano sempre meno all’aperto. E’ chiaro che i videogiochi vengono utilizzati dai giovani in risposta alla perdita di altre forme di gioco e connessione sociale.

La verità probabilmente sta nel mezzo. In ogni caso, occorreranno ulteriori studi per comprendere il fenomeno e la scienza è certa: internet rischia di farci solamente sentire più soli.