Se la terra è una sfera, Giove è una pera

Uno studio pubblicato sulla rivista “Nature” rivela la forma del pianeta gigante

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20 Marzo 2018

L’emifero nord di Giove ha una distribuzione di massa diversa all’emifero sud: ce lo rivela uno studio da poco pubblicato sulla rivista “Nature” da un gruppo di ricerca che fa capo a Juno, la missione della NASA che ha come obiettivo l’esplorazione di Giove. Tra gli studiosi anche due matematici dell’Università di Pisa: Andrea Milani e Daniele Serra.

Per la prima volta sono stati analizzati con precisione, con una sonda spaziale dotata di nove strumenti e un software capace di implementare sofisticati modelli matematici, la struttura e la composizione interna del pianeta, l’atmofera e il campo di gravità. E’ stata mappata la magnetosfera e misurata la diversa distribuzione della massa tra un’emisfero e l’altro.

L’Università di Pisa, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, quella di Bologna-Forlì e il Jet Propulsion Laboratory della NASA, si è occupata in particolare della determinazione del campo di gravità attraverso l’analisi dei dati Doppler registrati dalla sonda.

“Grazie a finanziamenti dell’Agenzia Spaziale Italiana abbiamo sviluppato un software che implementa raffinati modelli matematici ad altissima precisione – spiega Daniele Serra – come conseguenza ora possiamo determinare con una accuratezza almeno mille volte migliore del passato la parte simmetrica del campo di gravità di Giove e per la prima volta anche la parte asimmetrica, cioè quella dovuta a una diversa distribuzione della massa rispetto all'equatore. Abbiamo scoperto che l’emisfero nord di Giove ha una distribuzione di massa diversa rispetto all’emisfero sud; per dirla in parole semplici: Giove ha la forma di una pera”.

“Poiché Giove ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione del Sistema Solare – conclude Andrea Milani - avere una conoscenza completa e approfondita del pianeta e di come si è formato può fornire indizi sulla formazione del pianeta Terra e permetterebbe di fare un passo in avanti nella comprensione dell’origine della vita sulla Terra”.