Facebook vuole imparare a leggere e raggiungere l'intelligenza artificiale

Il noto Social Network sta insegnando alla sua intelligenza artificiale a migliorare la comprensione della lettura per imparare a prendere decisioni in situazioni in cui serve giudizio

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Comprendere quello che si sta leggendo è una delle capacità che misurano quanto una persona sia in grado di cogliere e capire, estrapolare e imparare da un testo. Per migliorare questa capacità serve un sacco di pratica: bisogna leggere molte cose, esercitarsi per valutare e discernere il differente utilizzo delle parole nei diversi contesti. E questo, in qualche modo, vale anche per un'intelligenza artificiale (IA).

Facebook sta rilasciando molti dati per addestrare le sue reti neurali: informazioni provenienti da testi di romanzi classici, come «Il libro della giungla» di Rudyard Kipling, «Peter Pan» di J. M. Barrie o «Alice nel paese delle meraviglie» di Lewis Carroll , oppure raccolte di favole, come «Il principe felice e altri racconti» di Oscar Wilde – in ogni caso, testi presi dalla libreria online gratuita del Progetto Gutenberg.

Quello che Facebook cerca di fare, provvedendo alla formazione della sua intelligenza artificiale su questi libri, è renderla capace di elaborare ciò che sta leggendo per creare, sulla base di questo, connessioni logiche. Al centro di questo processo, c'è quello che Facebook chiama il «Libro di prova per bambini», che viene utilizzato come metro per verificare lo stato di avanzamento della IA.

I ricercatori di Facebook raccontano, in un articolo scientifico, di aver addestrato una rete neurale su un campione di libri: in seguito, alla IA sono stati presentati brevi estratti di storie che non aveva letto e le è stato chiesto di scegliere una parola da un elenco di opzioni per colmare un vuoto lasciato nella frase finale.

I ricercatori affermano di aver dimostrato di poter insegnare all'intelligenza artificiale, in questo modo, a prendere decisioni o elaborare giudizi attingendo al contesto più ampio di una situazione: ricordando pezzi complessi di informazioni, la IA impara quei comportamenti cognitivi che sono normali per gli esseri umani, con l'obiettivo di poter interagire in modo sempre più naturale con le persone.