Erebus, il Vulcano del Polo Sud in costante attivita’

Erebus e’ un vulcano che si trova al Polo Sud ed e’ in costante attivita’. Gaetano Giudice, un ingegnere, racconta la sua spedizione in posto spettacolare e temibile

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Un Vulcano al Polo Sud, l'avreste mai immaginato? In Antartide, infatti, tra i mari glaciali e uno scenario tutto bianco, c’è Erebus, un vulcano in costante attività dal 1972. Il vulcano Erebus è alto 3.794 metri e si trova sull’isola di Ross. Scoperto nel 1841 dall’esploratore britannico Sir James Clark Ross, prende nome da una delle due navi della spedizione del suo scopritore, la HmsErebus.

Il Vulcano del Polo Sud dal momento della sua scoperta è oggetto di studio e ammirazione. Anche diversi italiani hanno avuto il piacere di osservare e conoscere da vicino questo vulcano. Uno tra questi è Gaetano Giudice, un ingegnere, Primo Tecnologo dell’Ingv sezione di Palermo, che nel 2011 ha fatto parte della spedizione americana Erebus Field Team USAP, Event G-081.

Concetta Felli lo ha intervistato per Ingv newsletter, e noi di Ecoseven.net vi riportiamo l’intervista integrale.

Ingegnere, cosa l’ha spinto a compiere questo viaggio?

Un invito da parte del Dott. Oppenheimer dell’Università di Cambridge (UK), membro anziano del Team, con cui collaboriamo dal 2010 per le misure dei componenti maggiori dei gas vulcanici (plume) in Islanda ed in Antartide. Uno strumento portatile (Multigas) costruito nei nostri laboratori era già stato testato nel 2010 sull’Erebus, e l’insieme sia di risultati interessanti che di problemi tecnici, dovuti al clima estremo, hanno portato alla mia presenza sul vulcano, necessaria per gestire la strumentazione sul posto, arricchita di una stazione fissa con trasmissione dati remota e da altri dispositivi, in modo da potere apportare direttamente le migliorie possibili.

Quale è stata la sua esperienza interiore sia nella permanenza in base che in cima al vulcano e nelle grotte di ghiaccio?

Essendo speleologo da oltre 30 anni, ho partecipato a molte spedizioni anche in condizioni estreme, ma mai mi era capitato di andare così d’accordo con altre 11 persone, in un ambiente ristretto, difficile e scomodo, e per così lungo tempo. L’impresa è stata impegnativa, sia dal punto di vista fisico (altitudine, freddo e bassissima umidità, niente affatto un problema banale), che per lo stress dovuto alle tante cose da imparare (sicurezza, ambiente, guida dei mezzi, sopravvivenza, comunicazioni ecc.). In grotta ed in montagna non ho avuto particolari problemi, avendo esperienza pregressa.

Certo lo scenario del vulcano, del mare ghiacciato, gli orizzonti pennellati da nuvole incredibili e le mirabolanti concrezioni all’interno della Warren e della Periscope Cave, mi rimarranno dentro l’anima in maniera indelebile. Ma l’esperienza umana e professionale assolutamente indimenticabile, a contatto con altre realtà in cui il denominatore comune è l’aiuto reciproco, che ti viene offerto senza che tu nemmeno lo chieda: forse questa è la cosa che mi ha colpito di più, una solidarietà spontanea, pur se imposta dall’ambiente estremo e dalle affinità scientifiche.

Ha intenzione di ripetere l’esperienza?

La reciproca soddisfazione e il know how acquisito lo imporrebbero, mi sento ormai parte del team e sono stato invitato di nuovo. La voglia di tornare è tanta, ma dovrò fare i conti anche con esigenze familiari, un bimbo di 4 anni è un impegno altrettanto importante.

Di seguito potete osservare il video dell’eruzione: