Nuovo studio: l’omeopatia vale come una pillola di zucchero

Un meta studio australiano boccia senza appello l'omeopatia

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Si aggiunge un altro tassello al lungo dibattito sull’omeopatia: da un lato c'è chi ne difende l’efficacia e dall’altro gli scettici che non perdono occasione per criticarla.

Secondo una nuova ricerca, un ‘meta-studio’ che ha compiuto una vasta revisione di tantissime ricerche sul tema, la medicina omeopatica avrebbe il valore di un semplice placebo.

Lo scienziato australiano Paul Glasziou e il suo team definiscono l’omeopatia equivalente, come terapia, a un vicolo cieco e sostengono che dopo approfonditi studi non hanno notato nulla più di un effetto placebo. Quindi l’omeopatia non potrebbe influenzare né negativamente né positivamente la malattia che si prefigge di curare. Mancano prove attendibili che dimostrino l’efficacia di questo metodo.

Il ricercatore, prima di esprimere questo giudizio ha revisionato l'effetto dell'omeopatia su 68 malattie. In nessun caso l’omeopatia si è dimostrata efficace. Quindi se in alcuni casi questa terapia ottiene dei risultati siamo di fronte a una suggestione psicologia, un effetto placebo, appunto.

Le conclusioni del National Health and Medical Reseach Council (Nhmrc), il massimo organismo australiano per la ricerca medica, non lasciano spazio a fraintendimenti: ‘Non c'è ragione fondata per dire che funzioni meglio di una pillola di zucchero. Le persone che vi si affidano possono mettere a rischio la propria salute, rifiutando o ritardando trattamenti per i quali esista una buona evidenza di efficacia e sicurezza’.

Paul Glasziou, che è presidente del Nhmrc Homeopathy Working Committee, spiega: ‘Ci saranno persone convinte che tutto questo sia un complotto dell'establishment per favorire altri interessi a discapito dell'omeopatia, ma speriamo vi siano anche molte persone ragionevoli che possano riconsiderare la vendita, l'utilizzo e la distribuzione di questi prodotti’.